Una stanza tutta per loro

Una stanza per incontrarsi, chiacchierare, fare amicizia. E poi tanti laboratori per divertirsi e imparare cose nuove, lasciandosi alle spalle – anche se solo per qualche ora – la malattia.

Sono queste le principali novità del programma adolescenti, un progetto di ampio respiro dedicato ai ragazzi e alle ragazze e sostenuto dalla Fondazione Meyer. L’Ospedale pediatrico fiorentino, infatti, non cura solo bambini, ma anche adolescenti, con esigenze decisamente diverse da quelle che caratterizzano l’età infantile. Il progresso complessivo delle terapie ha cambiato la natura stessa della popolazione pediatrica e la malattia cronica è diventata più complessa e articolata da gestire dal punto di vista
medico-sanitario, ma anche da quello psicologico e sociale. Ci troviamo quindi di fronte a “nuovi pazienti”: bambini che sono cresciuti con la malattia e stanno diventando grandi. Ma anche a ragazzi
che nel pieno del loro sviluppo ricevono una diagnosi che rischia di interrompere drasticamente la loro progettualità e che probabilmente dovranno affrontare la sfida di diventare adulti con una patologia.

Oltre ai percorsi di sostegno psicologico già presenti in ospedale è indispensabile offrire un contesto di esperienze su cui l’adolescente possa investire positivamente, incrementare le conoscenze e competenze, esercitare la sua autonomia, sentirsi attivo e parte di un gruppo, esperienze in grado di alimentare la fi ducia e la prospettiva in un futuro positivo e desiderabile. Il Meyer, da sempre attento ai cambiamenti, ha aperto una rifl essione su questi fenomeni proprio per darvi risposta. Il programma adolescenti coinvolgerà tutto l’ospedale e sarà articolato in varie fasi e iniziative assistenziali, ludiche e culturali, iniziando con l’Oncoematologia pediatrica, dove a giugno si è inaugurata la TeeN Room dedicata ai ragazzi più grandi e ai loro bisogni di socializzazione.

All’interno di questo spazio, tante attività laboratoristiche ed esperienziali (realizzate anche grazie all’aiuto dell’Associazione Nicco Fans Club). La “TeeN Room” è coloratissima: ad affrescarla, con i graffi ti, è stato il writer Francesco Forconi, meglio conosciuto come Skim.

 

DOPPIO SORRISO

In Oncoematologia è già stata avviata un’esperienza che si è rivelata importante per i ragazzi ricoverati in reparto o in Day Hospital. Si chiama “Doppio sorriso” ed è un corso di doppiaggio, curato da Alessandro Bertolucci, durante il quale i ragazzi hanno prestato la propria voce ai beniamini del piccolo
e grande schermo. In particolare hanno dato vita ai protagonisti di vari film e quindi a quel patrimonio di emozioni contrastanti presenti nei ragazzi che si trovano ad affrontare il tumore, con tutto il carico che questo comporta.

A settembre poi partirà anche il laboratorio di scrittura autobiografica, uno spazio utile per far emergere l’invisibile, quello che è sempre taciuto, per rivisitare, ricomporre e ripatteggiare con se stessi, per ripensare e narrare il proprio vissuto in modo diverso e con uno sguardo verso il futuro.