Le vostre lettere

Al Meyer ci siamo sentiti come a casa … Grazie per le coccole  che abbiamo ricevuto …. Grazie a quel dottore tornato dalle ferie solo per me… 

Al Meyer ci siam sentiti come a casa

Sono la mamma di un bambino che ha avuto bisogno delle cure del Meyer per un periodo abbastanza lungo. Noi siamo siciliani e il vostro ospedale è molto lontano, ma posso dire che ci siamo sentiti accolti come a casa e di questi siamo molto grati. Sono così tante le cose positive che ho trovato nel vostro ospedale che potrei scrivere un libro intero.
È stato importante poter contare sulla presenza delle psicologhe (in particolare la dottoressa Valentina Sibilia) e degli assistenti sociali, ma anche tra i medici e gli infermieri abbiamo trovato tante persone che fanno il loro lavoro con impegno e con amore. Per i bambini è bellissimo avere a disposizione la ludoteca piena di giochi e libri e per le famiglie sono fondamentali le case che danno ospitalità. Grazie,

Mariuccia

Grazie per le coccole che abbiamo ricevuto

Salve, mi chiamo Virginia e sono la mamma di Anita. La mia bimba è stata sottoposta presso il vostro ospedale a un intervento di nefrectomia. L’intervento è andato molto bene e i vostri medici si sono rivelati come sempre ottimi professionisti. Devo ringraziarvi veramente di cuore per il modo in cui ci avete accolte, siamo state coccolate da medici e infermieri durante tutto il periodo della degenza. Un grazie particolare al dottor Luca Landi e al suo staff che ha seguito la mia bimba fin dai primi giorni di
vita, non solo presso il Meyer, ma anche presso l’Ospedale di Livorno, con il quale collabora. Questo servizio è veramente importante, permette a tante famiglie di avvalersi dell’esperienza dei vostri medici
risparmiando i disagi dovuti alla distanza. Per tutto questo e molto di più, un sincero grazie.

Virginia

 

Grazie a quel dottore tornato dalle ferie solo per me

Ciao Meyer, sono una bambina di 11 anni, mi chiamo Angelica e vivo in provincia di Pisa. Ti scrivo per raccontarti la mia storia: nell’agosto 2014, quando avevo nove anni, sono caduta da un gonfiabile.
Dopo alcuni giorni da quella caduta continuavo ad avere mal di testa e i miei genitori mi hanno portato nell’ospedale vicino a casa: i dottori scoprirono che avevo una cisti aracnoidea e del liquor.
Così, per caso, ho scoperto di avere un problema e sono arrivata al Meyer. Nella sfortuna, ho avuto la fortuna di conoscere tutti voi e un vostro grande dottore: Mirko Scagnet.
Mi ha salvata perché ha capito subito che dovevo essere operata il prima possibile. Mi ha tranquillizzata quando l’occhio si era gonfiato: diceva che tutto sarebbe tornato a posto e in effetti è stato così.
E quando, dopo il primo intervento, ne è stato necessario un altro, è tornato dalle ferie per risolvere il mio problema.
Quando l’ho visto non ho avuto più paura di niente, perché sapevo di essere in buone mani. Grazie a tutti, grazie alle infermiere, grazie al personale della ludoteca.

Angelica