Le vostre lettere

Grazie ai medici da una ex bambina “cliente fissa”. 

Sono una ragazza di 21 anni. Per tanto tempo sono stata una “cliente fissa” del vostro Ospedale, avendo ricevuto in regalo per il mio terzo compleanno una diagnosi di celiachia congenita. Questo ha significato per me molti anni di analisi e prelievi del sangue, che tanto spaventavano gli altri bambini, ma che per me erano divenuti un semplice appuntamento semestrale. A volte non erano prelievi indolore, ma conservo un ricordo molto positivo del Meyer e questo grazie a figure come il dottor Della Lena: un medico estremamente professionale, ma anche estremamente gentile, pieno di empatia e dolcezza con noi bambini. Grazie per la sua umanità e pazienza.

Eleonora

Quei dottori “umani” hanno guarito mio figlio…

Mio figlio, affetto da una Sindrome Emolitico- Uremica, è stato ricoverato per due settimane presso il vostro Ospedale. Ovviamente è stato un periodo difficile per tutti noi, ma desideravo ringraziare tutti
i medici e gli infermieri che si sono presi cura del mio bambino. In quel periodo che ho trascorso in Ospedale, ho avuto modo di apprezzare la qualità delle cure, sia nel servizio di Nefrologia, sia nel reparto
di Pediatria e lo stesso vale per il reparto di Trasfusione. Una tale qualità, professionale, ma anche umana nella relazione personale è notevole, e volevo comunicare tutta la nostra gratitudine.

Justine

Ci sentiamo in dovere di apprezzarvi

È la prima volta che ci sentiamo in dovere di dare un segno concreto di vero apprezzamento per quanto fatto a favore di nostro figlio nel vostro Ospedale. Non vi è bastevole espressione di ammirazione e di riconoscimento per quanto fatto dai dottori Annalisa Cenderelli e Simone Lazzeri (e da tutto il personale) a favore di nostro figlio, che nei suoi primi anni di vita ha dovuto affrontare un serio problema di salute. Alle qualità professionali indubbie e alla precisione nei tempi e nei modi, vi è da aggiungere una serena e naturale propensione al rapporto coi piccoli e una pronta e costante attenzione alle ansie e alle domande profane dei loro genitori.

La famiglia di Emanuele Cianchi

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