Il ritorno alla vita di Giulia

Salva grazie a un intervento all’avanguardia.  LA STORIA Il team del dottor Lorenzo Genitori ha rimosso una malformazione vascolare del tronco dell’encefalo di una bambina di quindici anni utilizzando una tecnica endoscopica mai usata prima in Italia e solo in altri due casi al mondo.

Giulia adesso ha quindici anni e il sorriso disteso di chi ha riconquistato la serenità dopo averla perduta. Sembra una vita fa quel giorno di ottobre in cui è arrivata al Meyer.
In coma, con un’emiparesi del corpo causata da un ictus e un’emorragia nel tronco dell’encefalo. Mamma Emanuela ricorda quel momento e i due mesi seguenti ancora un po’ incredula: “Una mattina la abbiamo trovata nel letto così, semiparalizzata.

La abbiamo portata d’urgenza all’ospedale di Lucca dove dopo una risonanza ci hanno inviati al Meyer”. La diagnosi: cavernoma cerebrale, ovvero una grave malformazione vascolare del tronco dell’encefalo, vera e propria “centralina di comando” di tutte le nostre attività motorie e sensitive.

La malformazione aveva causato un importante sanguinamento e quella brutta emorragia aveva compromesso le funzioni neurologiche di Giulia: “I medici hanno dovuto prima stabilizzarla e poi attendere due mesi prima di poter procedere con la prima operazione”.

L’equipe della Neurochirurgia dell’ospedale guidata dal dottor Genitori ha operato Giulia con una tecnica endoscopica fino ad allora mai usata in Italia, almeno in età pediatrica: i medici hanno raggiunto la malformazione, che si era lesionata sanguinando, attraverso un primo passaggio dal naso allo sfenoide e da questo al clivus fino a raggiungere il “ponte”, la zona del tronco encefalico interessata dalla malformazione.

 

genitoriFocus: la Neurochirurgia del Meyer

L’attività assistenziale della Neurochirurgia del Meyer si svolge in regime ambulatoriale, di ospedalizzazione diurna e di ricovero ordinario.

L’Unità Operativa di Neurochirurgia ad indirizzo pediatrico dell’Ospedale Meyer ha il ruolo di coordinamento della Regione Toscana per la diagnosi e il trattamento di tutte le patologie neurochirurgiche insorte in età neonatale e pediatrica. Sia come competenze, sia come attrezzature, la Neurochirurgia del Meyer é in grado di coprire ogni necessità connessa a questa specialità. Si occupa del trattamento neurochirurgico delle neoplasie cerebrali e midollari per le quali si avvale della collaborazione della Neuroradiologia per la diagnostica e dell’Oncologia Pediatrica per il consolidamento dei risultati ottenuti e per le terapie complementari.

Un settore importante che viene curato con particolare riguardo é quello delle malformazioni congenite ed acquisite sia ossee (per esempio le craniostenosi) sia delle strutture nervose vere e proprie (cisti aracnoidee, idrocefalo, mielomeningocele, encefalocele, ecc.). Particolarmente innovativa é la chirurgia neuroendoscopica, metodica che permette un trattamento “fisiologico” dell’idrocefalia e consente altresì una “navigazione “ all’interno delle cavità ventricolari endocraniche per
eseguire biopsie tumorali o l’asportazione di piccole lesioni in zone di difficile accesso con la chirurgia tradizionale. Il servizio si avvale della collaborazione delle altre strutture altamente qualificate dell’azienda: l’unità operativa di Anestesia e Rianimazione con 5 posti letto attrezzati per l’assistenza intensiva di pazienti in età pediatrica; l’unità operativa di Neuroradiologia, dotata di apparecchi di diagnostica per immagini (TC, RM, Spettro e Cine RM) di ultima generazione; l’unità operativa
di Oncoematologia, con i più moderni protocolli, per il consolidamento del risultato del trattamento chirurgico nelle neoplasie cerebrali e spinali e l’unità operativa di Terapia Intensiva Neonatale, dotata di un reparto di degenza intensiva e subintensiva e attrezzata per il trasporto neonatale protetto.

 

Per prenotare le visite ambulatoriali si può chiamare lo 055 5662934 ore 9.00-13.30.

La malformazione, infatti, non affiorava all’esterno del tronco e dunque non era raggiungibile con l’approccio chirurgico standard. Con questo primo intervento i medici hanno potuto “svuotare” l’area dal sangue, senza però poter rimuovere completamente la malformazione data l’estrema delicatezza dell’area. “Dopo qualche mese si è reso necessario un secondo intervento: questa volta Giulia ci è arrivata cosciente. Sapeva a cosa andava incontro ed è in questa circostanza
che si è rivelato fondamentale il supporto, anche psicologico, dello staff del Meyer”, ricorda mamma Emanuela. “Ne ho girati tanti di ospedali, ma non mi era mai capitato di incontrare medici così chiari nello spiegare i problemi – prosegue – Il dottor Genitori non ci ha mai nascosto la delicatezza dell’intervento, trasmettendoci comunque grande speranza e positività”. Non si sbagliava, il dottore.

Giulia oggi sta bene e dopo una convalescenza serena è tornata alla vita normale, recuperando tutti i deficit che si erano creati. A salvarla è stata un’operazione eseguita solo in altri due casi al mondo e resa possibile solo dall’estrema competenza e dotazione tecnologica dell’equipe del dottor Genitori, che ha eseguito l’intervento a doppio team, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Nello staff, per il Meyer, insieme al dottor Genitori c’erano il dottor Federico Mussa
e il dottor Mirko Scagnet del team della Neurochirurgia e i dottori Leonardo Bussolin e Luisa Malafronte dell’Uo di Anestesia e Rianimazione pediatrica. Insieme a loro, c’erano il dottor Filippo Giovannetti e il dottor Paolo Priore del team della Chirurgia Maxillo-Facciale diretta del professor Giorgio Iannetti della Sapienza. Una squadra dalla immensa professionalità, con un valore aggiunto: “Se ripenso a quei mesi, la prima parola che mi viene in mente è ‘speranza’: quella che tutti al Meyer, medici, infermieri, psicologici mi hanno insegnato a non perdere, pur chiamando le cose con il loro nome e senza giri di parole, ma infondendomi comunque grande fiducia”.

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