I consigli dello specialista

La parola a Roberta D’Avenia.  Igiene orale e prevenzione della carie, una dentista “speciale” ci aiuta a fare un po’ di pulizia.
Ogni istante, nella nostra bocca, si combatte una battaglia silenziosa tra i batteri ‘cattivi’ responsabili della carie e gli agenti antibatterici buoni chiamati a difendere il cavo orale. Nei bambini questa lotta è complicata da tanti fattori, uno su tutti la difficoltà di spazzolare i denti come si deve: il risultato è che le carie rappresentano, troppo spesso e sin dai primi anni di vita, un problema per i piccoli.

Lo sa bene Roberta D’Avenia, direttrice dell’ambulatorio di Odontostomatologia Speciale Pediatrica del Meyer (vd riquadro sotto):
“Quello della corretta igiene orale rimane un problema attuale anche nel mondo occidentale. L’insorgenza di carie, oltre alla predisposizione genetica è legata anche ad una cattiva igiene e alla presenza di zuccheri – spiega – Quando questi tre fattori si intersecano, si crea una zona d’ombra dove le carie hanno vita facile, e per questo è tanto importante fare in modo di agire almeno sui fattori che possiamo controllare”.

Ma come si cura l’igiene orale dei bambini?
“Ogni età ha i suoi bisogni. Sin da quando sono lattanti, le gengive dei piccoli andrebbero pulite con una garza imbevuta di soluzione fisiologica – spiega la dottoressa – Poi, mano a mano che spuntano i dentini, andrebbero spazzolati, uno ad
uno, almeno due volte al giorno senza mai saltare lo spazzolamento serale che è il più importante. A nostro avviso il dentifricio non andrebbe usato fino ai 24 mesi.
Questo perché i bambini finirebbero per ingerirlo: “Per garantire loro comunque il giusto apporto di fluoro, prezioso per la salute dei denti, fino ai 24 mesi, se il pediatra lo ritiene utile, si può ricorrere alla fluoroprofilassi per via sistemica, ovvero a
goccioline al fluoro dai 6 mesi ai due anni.

Dopo tale età si può sospendere l’uso delle gocce e cominciare ad usare un buon dentifricio al fluoro , in piccola quantità. Andrebbero comunque poi evitate anche alcune abitudini come quella di somministrare bevande zuccherate nel biberon per
farlo stare tranquillo o per farlo addormentare e tanto meno quella di inzuppare il ciuccio nel miele o altre sostanze dolci.

È stata riscontrata anche un’associazione tra la carie precoce dei denti di latte e l’allattamento prolungato al seno (dopo l’anno di età) quando il latte materno è consumato in frequenti assunzioni giornaliere e notturne, prolungate nel tempo per tenere buono il bambino o per farlo addormentare. Altra abitudine assolutamente da evitare è quella di assaggiare le pappe con lo stesso cucchiaio usato per il bambino o quella di portarsi il ciuccio alla bocca per pulirlo: in questa maniera
i batteri responsabili della carie passano dalla bocca della mamma al bambino, colonizzando il suo cavo orale predisponendolo alla carie.

E una volta cresciuti, come si abituano a usare correttamente lo spazzolino?
“I bambini fino ai 7 anni non hanno ancora le capacità motorie fini che gli permettano di spazzolare ‘bene’ i loro denti. Per questo motivo può essere molto utile che il genitore, soprattutto la sera, cominci a spazzolargli i dentini, senza dentifricio,
in modo tale da mostrargli il movimento corretto, dall’alto verso il basso nell’arcata superiore e dal basso verso l’alto in quella inferiore. Una volta ‘instradato’, il piccolo potrà proseguire da solo aggiungendo anche il dentifricio, perché tenderà a mimare il movimento”.

 

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