Magazine Volontariato per l’ospedale: cosa puoi fare per i bambini ricoverati

Volontariato per l’ospedale: cosa puoi fare per i bambini ricoverati

Volontariato per l’ospedale: cosa puoi fare per i bambini ricoverati

Fare volontariato per un ospedale significa mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie energie e le proprie competenze per aiutare bambini, famiglie e operatori.
Quando si pensa al volontariato ospedaliero, l’immagine che viene subito in mente è quella di una persona che trascorre del tempo con i bambini ricoverati. Tuttavia, spesso il contributo più prezioso nasce dietro le quinte, attraverso attività che rendono possibili progetti, servizi e iniziative a favore dei piccoli pazienti. Attorno a un ospedale pediatrico esiste, infatti, un mondo fatto di accoglienza alle famiglie, raccolta fondi, supporto organizzativo, confezionamento di bomboniere solidali, eventi, attività educative e tanti altri servizi che permettono all’ospedale e alla Fondazione che lo sostiene di portare avanti la propria missione. E ogni persona può contribuire in modo diverso. 

In questo articolo vedremo chi è un volontario o una volontaria che si impegna per un ospedale, quali attività può svolgere, quali caratteristiche sono richieste e come avvicinarsi al volontariato, con uno sguardo particolare all’esperienza della Fondazione Meyer e dell’Associazione Amici del Meyer.

Chi è un volontario o una volontaria che si impegna per un ospedale?

Un volontario o una volontaria è una persona che sceglie di donare parte del proprio tempo per sostenere pazienti, famiglie e comunità, senza svolgere attività sanitarie, oppure per contribuire a iniziative che aiutano concretamente un ospedale o una fondazione.
La caratteristica che accomuna tutte le persone che fanno volontariato non è il ruolo specifico che ricoprono, ma la scelta di esserci per una causa importante.
I volontari non intervengono in ambito clinico e sanitario, ma contribuiscono a costruire un contesto più accogliente e progetti che possano sostenere le varie attività.
Per questo motivo, le qualità più importanti non riguardano tanto le competenze tecniche quanto quelle relazionali.
Chi fa volontariato sviluppa e mette in campo capacità come:

  • ascolto e attenzione verso gli altri;
  • empatia e sensibilità;
  • discrezione e rispetto;
  • affidabilità e senso di responsabilità;
  • capacità di lavorare in gruppo;
  • continuità e presenza nel tempo.

Si tratta di caratteristiche che possono assumere forme diverse a seconda delle attività svolte. C’è chi incontra direttamente le famiglie e chi lavora dietro le quinte. In entrambi i casi, però, il contributo nasce dalla stessa volontà: offrire qualcosa di sé per sostenere un progetto collettivo.

Cosa fa un volontario in ospedale?

Chi fa volontariato in ospedale non svolge attività mediche o assistenziali. Il suo compito è occuparsi di attività di accoglienza, relazione e supporto. Le attività possono variare, ma esistono alcune funzioni che si ritrovano frequentemente nei contesti pediatrici.

  • Accoglienza: orientare famiglie e visitatori, fornire informazioni pratiche e facilitare l’accesso ai servizi.
  • Supporto alle famiglie: offrire ascolto e piccoli aiuti pratici a genitori e caregiver.

Dietro ciascuna di queste attività si nasconde qualcosa di molto concreto. Accogliere una famiglia che arriva per la prima volta in ospedale significa aiutarla a orientarsi in un momento spesso carico di preoccupazione. Sono gesti semplici, ma capaci di incidere sull’esperienza delle persone.

Volontario per ospedale pediatrico.

Cosa fa un volontario per l’ospedale?

Quando si parla di volontariato per l’ospedale, infatti, si entra in un universo molto ampio che comprende organizzazione, raccolta fondi, supporto logistico, promozione delle iniziative, preparazione di materiali e attività amministrative. Molte attività fondamentali per la vita di un ospedale e di una fondazione vengono portate avanti fuori dai reparti.

Pensiamo, ad esempio, a una raccolta fondi durante un evento. Dietro quel gazebo ci sono volontari che hanno organizzato i turni, trasportato materiali, accolto i cittadini, raccontato i progetti sostenuti dalla Fondazione e l’impatto di ogni donazione per bambini e bambine.

Oppure immaginiamo una coppia che sceglie bomboniere solidali per il proprio matrimonio o per una nascita. Dietro ogni confezione c’è il lavoro paziente di volontarie e volontari che preparano tutto a mano.
Sono attività diverse tra loro, ma che mirano a creare le condizioni perché l’ospedale e la Fondazione possano offrire sempre più opportunità ai bambini e alle loro famiglie.

Come fare volontariato per l’ospedale?

Avvicinarsi al volontariato per un ospedale è più semplice di quanto si possa immaginare. Nella maggior parte dei casi il percorso inizia contattando un’associazione o un’organizzazione che coordina le attività dei volontari.
Dopo un primo colloquio conoscitivo, vengono generalmente proposti momenti di formazione e orientamento, utili per comprendere il contesto in cui si andrà a operare e le responsabilità connesse al ruolo.
Una volta completato questo percorso iniziale, si concordano modalità e disponibilità, cercando di individuare l’attività più adatta e necessaria in quel preciso momento.

Che caratteristiche deve avere un volontario o una volontaria?

Fare volontariato per un ospedale non richiede competenze straordinarie, ma richiede disponibilità e consapevolezza.
Tra le qualità più importanti troviamo:

  • capacità di ascolto;
  • empatia e rispetto;
  • affidabilità;
  • puntualità;
  • capacità di lavorare in gruppo;
  • attenzione alla riservatezza.

A queste si aggiungono alcuni requisiti pratici che possono variare a seconda dell’organizzazione: maggiore età, colloquio attitudinale, partecipazione ai momenti formativi e, in alcuni casi, documentazione sanitaria specifica.

Quanto tempo richiede fare volontariato

Una delle domande più frequenti riguarda il tempo da dedicare all’attività di volontariato.
Non esiste una risposta unica. La disponibilità viene generalmente concordata insieme all’organizzazione e può variare in base alle attività svolte.
In generale, ciò che conta maggiormente non è la quantità di ore offerte, ma la continuità. Sapere di poter contare su una presenza affidabile permette infatti di organizzare attività e servizi in modo efficace. Anche poche ore al mese possono fare la differenza se diventano un impegno costante nel tempo.

Volontariato all’Ospedale Pediatrico Meyer e a Firenze

A Firenze, il volontariato legato alla Fondazione Meyer rappresenta da anni una risorsa preziosa per sostenere i progetti dedicati a bambini e famiglie.
Dal 2008 l’Associazione Amici del Meyer riunisce persone che scelgono di mettere a disposizione tempo, competenze ed energie a supporto della Fondazione Meyer e delle sue attività a favore dell’Ospedale pediatrico Meyer.
I volontari operano in molti ambiti diversi. Alcuni partecipano alle iniziative pubbliche di raccolta fondi, altri collaborano alla realizzazione delle bomboniere solidali, altri ancora offrono supporto organizzativo a corsi, alla Scuola in ospedale e a servizi rivolti alle famiglie. Chi decide di entrare a far parte di “Amici del Meyer”, riceve il kit del Volontario Meyer, composto da felpa, maglietta, tessera di riconoscimento, portabadge e materiali informativi che identificano ufficialmente il ruolo svolto all’interno delle attività della Fondazione.

Come raccontato anche nel nostro Bilancio Sociale 2025, nel corso del 2025 i volontari dell’Associazione Amici del Meyer hanno donato oltre 1.220 ore del proprio tempo. Un dato che mostra il valore di una rete di persone che condividono la stessa visione e gli stessi valori.

Se desideri conoscere più da vicino questa realtà puoi consultare la pagina dedicata al volontariato per la Fondazione Meyer, contattare la Fondazione Meyer per ricevere maggiori informazioni o scoprire cosa facciamo.
E se il volontariato non è la strada giusta per te in questo momento, esistono comunque molti altri modi per essere vicini ai bambini del Meyer, tra cui creare un evento di raccolta fondi a favore del Meyer.

Le attività: confezionamento bomboniere

Tra le attività più particolari e apprezzate svolte dai volontari dell’Associazione Amici del Meyer c’è il confezionamento delle bomboniere solidali. Un lavoro che permette di trasformare momenti felici come matrimoni, battesimi, comunioni, lauree e anniversari in occasioni di sostegno per i bambini del Meyer.
Dietro ogni bomboniera ci sono mani che curano ogni dettaglio con attenzione. Per questo le bomboniere del Meyer non sono soltanto “scelte con il cuore“: sono anche realizzate con il cuore.

L’attività prende forma ogni settimana nel laboratorio della Fondazione Meyer. Qui vengono preparati gli ordini e distribuiti alle volontarie e ai volontari i materiali necessari per il confezionamento. Una parte del lavoro viene svolta direttamente negli spazi della Fondazione, mentre molte persone scelgono di continuare l’attività a casa propria, organizzando il confezionamento nel tempo libero e riconsegnando poi i prodotti finiti.
È un’attività silenziosa, che raramente si vede dall’esterno, ma che negli anni è cresciuta in modo sorprendente. Nel solo 2025, grazie all’impegno dei volontari, sono state realizzate oltre 16.000 bomboniere personalizzate.

Le attività: la raccolta fondi

Quando si parla di volontariato per il Meyer, una delle attività più conosciute è certamente il supporto alle iniziative di raccolta fondi.
Durante l’anno i volontari sono presenti in numerosi eventi pubblici e sono spesso loro il primo volto che le persone incontrano quando si avvicinano al gazebo azzurro della Fondazione Meyer.
Il loro ruolo va ben oltre la semplice distribuzione di materiale informativo: accolgono le persone, raccontano i progetti sostenuti dalla Fondazione, rispondono alle domande e condividono il significato delle iniziative in corso. Diventano, in altre parole, ambasciatori di una causa che hanno scelto di sostenere in prima persona.
Un esempio è rappresentato dall’iniziativa organizzata in occasione della Festa della Mamma, quando i volontari hanno animato punti di raccolta fondi dedicati alla ricerca scientifica e ai progetti dell’Ospedale Pediatrico Meyer.
Ciò che rende speciale questo tipo di volontariato è il contatto diretto con la comunità. Ogni incontro diventa un’occasione per sensibilizzare sui bisogni dei bambini ricoverati e coinvolgere nuove persone in un progetto collettivo.
Molte delle risorse che permettono alla Fondazione di sostenere ricerca, accoglienza, innovazione tecnologica e servizi alle famiglie nascono anche grazie a questo impegno costante. Per questo il contributo dei volontari rappresenta una componente fondamentale della raccolta fondi.

Le attività: accoglienza famiglie

I volontari affiancano il Servizio Sociale dell’Ospedale Meyer per offrire un sostegno concreto alle famiglie di bambini e bambine che necessitano di ricovero. Il servizio fornisce supporto logistico ed economico alle famiglie non residenti a Firenze che si trovano ad affrontare il ricovero o la dimissione protetta di un figlio. È attivo tutti i giorni della settimana, attraverso una presenza organizzata su turni, così da poter essere vicino a chi ne ha bisogno con continuità.
Accogliere una famiglia significa innanzitutto esserci e ascoltare, cercando di comprendere le necessità che possono emergere quando tutta la famiglia si deve trasferire lontano da casa per un periodo di tempo indeterminato.
I volontari offrono un
orientamento telefonico, fornendo indicazioni di aiuto pratico, cercando di alleggerire per quanto possibile alcune delle preoccupazioni che si aggiungono a quelle legate al ricovero.  È un sostegno discreto e quotidiano, che contribuisce a far sentire le famiglie accolte e accompagnate durante il percorso di cura.

Le attività: Scuola in ospedale

La Scuola del Meyer è un servizio pubblico, regolato da un protocollo d’intesa istituzionale, che tutela il diritto allo studio di bambini e bambine ricoverati o in regime di istruzione domiciliare. Perché anche quando un percorso di cura interrompe temporaneamente la normale frequenza scolastica, poter continuare a studiare significa mantenere un legame prezioso con la propria quotidianità.
Accanto al personale scolastico, il servizio può contare sul contributo di insegnanti volontari, in servizio o in pensione, che mettono a disposizione tempo, esperienza e competenze. Il loro impegno permette di costruire attività educative e percorsi di apprendimento personalizzati, pensati tenendo conto dell’età, delle esigenze e delle condizioni di ciascuna persona. Lo studio può così trovare spazio anche durante il ricovero, con tempi e modalità capaci di adattarsi al percorso di cura di ogni bambino e ogni bambina.

Le attività: la segreteria corsi

Esiste poi un volontariato altrettanto prezioso: quello che permette a centinaia di famiglie di partecipare gratuitamente ai percorsi formativi organizzati dall’Ospedale Meyer.
Da anni l’AOU Meyer propone corsi dedicati a genitori, futuri genitori, nonni e a tutte le persone che si prendono cura di bambini. Dietro l’organizzazione di questi appuntamenti c’è anche il lavoro dei volontari dell’Associazione Amici del Meyer, che si occupano di numerose attività pratiche e organizzative. Gestiscono le iscrizioni, rispondono alle richieste di informazioni, inviano le comunicazioni necessarie ai partecipanti e coordinano tutti gli aspetti logistici che permettono ai corsi di svolgersi nel migliore dei modi.
Il giorno dell’evento accolgono le persone, distribuiscono i materiali informativi, rilasciano gli attestati di partecipazione e raccolgono eventuali offerte liberali lasciate da chi desidera sostenere le attività del Meyer.

Anche questo è volontariato: un’attività che rende possibile un servizio che aiuta centinaia di famiglie a sentirsi più informate, più consapevoli e più preparate ad affrontare le sfide della crescita.

Volontario per l'Ospedale Pediatrico Meyer

Cosa rende speciale il volontariato per l’ospedale

“È iniziato tutto nel 2008: sentivo il bisogno profondo di dedicarmi agli altri e il mio pensiero è andato subito al Meyer. L’anno successivo è nata l’avventura del confezionamento bomboniere, un progetto condiviso con amiche volontarie verso le quali nutro ancora oggi un affetto immenso. Vedere come, anno dopo anno, il numero di bomboniere sia cresciuto così tanto è per me motivo di gioia e orgoglio. La mia speranza? Che questo traguardo diventi ancora più grande, grazie all’impegno di chi c’è sempre stato e di chi vorrà unirsi a noi.”
Anna Maria Buffi, volontaria

Le parole di Anna Maria raccontano bene ciò che rende speciale il volontariato: la possibilità di trasformare il proprio tempo in qualcosa che genera valore per gli altri.

Vuoi donare il tuo tempo? Scopri come diventare volontario o volontaria per i bambini del Meyer.

E se in questo momento non puoi dedicare il tuo tempo al volontariato, esistono comunque molti modi per essere vicini al Meyer. Perché ogni forma di partecipazione, grande o piccola, può fare la differenza.