Magazine Erogazioni liberali: cosa sono e come funzionano per le imprese

Erogazioni liberali: cosa sono e come funzionano per le imprese

Erogazioni liberali: cosa sono e come funzionano per le imprese

Un’erogazione liberale è una donazione volontaria di denaro o beni effettuata a un Ente del Terzo Settore (ETS) senza ricevere in cambio un bene, un servizio o un’altra prestazione. È quindi uno dei modi con cui un’azienda può scegliere di sostenere una causa solidale in cui si riconosce, e ricevere anche un vantaggio fiscale.
Ma cosa distingue un’erogazione liberale da una normale donazione? E da una sponsorizzazione? Quali regole deve rispettare un’impresa per usufruire della deduzione e quali documenti è necessario conservare?
In questo articolo faremo ordine tra questi aspetti, partendo dal significato di erogazione liberale per arrivare alla normativa che ne disciplina la deducibilità. Vedremo anche cosa succede quando un’azienda sceglie di affiancare la Fondazione Meyer e come il suo aiuto possa tradursi in ricerca scientifica, tecnologie, accoglienza e attività che possono aiutare bambini, bambine, adolescenti e le loro famiglie.

Cosa sono le erogazioni liberali

Le erogazioni liberali sono contributi in denaro o sotto forma di beni donati spontaneamente a enti non profit o associazioni, senza ricevere nulla in cambio.
Possono essere, per esempio, il frutto di una raccolta fondi che un’azienda decide di destinare a un progetto in cui crede oppure beni utili alle attività che l’ente scelto porta avanti ogni giorno.
Il primo elemento che caratterizza le erogazioni liberali è, quindi, proprio la gratuità: l’azienda mette a disposizione risorse o beni per supportare la missione perseguita dall’ente beneficiario, non per acquistare un prodotto o un servizio.
E non deve necessariamente trattarsi di denaro. Un’erogazione liberale può riguardare anche beni materiali o strumentali utili all’attività che viene sostenuta.
È importante, invece, non confondere un’erogazione liberale con una sponsorizzazione. In una sponsorizzazione, l’azienda sostiene un costo nell’ambito di un rapporto che prevede una controprestazione, per esempio visibilità del marchio o altri benefici promozionali concordati. Nell’erogazione liberale questo scambio non c’è: l’impresa sceglie di mettere a disposizione risorse o beni perché riconosce il valore di una causa e desidera contribuire a ciò che può rendere possibile.
È proprio questa intenzione solidale a caratterizzare l’erogazione liberale: non ciò che l’azienda riceve in cambio, ma ciò a cui sceglie di contribuire attraverso il proprio dono. La differenza rispetto alla sponsorizzazione, quindi, non riguarda soltanto le parole utilizzate, ma anche la natura del rapporto e, di conseguenza, il modo in cui il contributo viene considerato dal punto di vista fiscale e documentale.

Qual è la differenza tra erogazione liberale e donazione?

Nel linguaggio comune i termini “erogazione liberale” e “donazione” vengono spesso usati come sinonimi, ma non indicano esattamente la stessa cosa.
Potremmo dire che l’atto è lo stesso, donare qualcosa volontariamente e liberamente senza ricevere nulla in cambio, ma la donazione rappresenta il termine generale, mentre l’erogazione liberale è una sottocategoria specifica che ha una destinazione sociale o culturale e dà diritto ad agevolazioni fiscali.
Un esempio può aiutarti a capire meglio la differenza. Puoi fare una donazione a un figlio, a una persona amica o a un familiare, ma questo gesto, pur essendo una donazione, non dà automaticamente diritto a un beneficio fiscale. Diverso è il caso delle erogazioni liberali effettuate a favore degli enti individuati dalla legge, come gli Enti del Terzo Settore: lo Stato riconosce il valore sociale di questi contributi e, quando sono rispettati i requisiti previsti dalla normativa, permette a chi dona di beneficiare di specifiche agevolazioni fiscali.
Nella pratica, quindi, quando diciamo che un’azienda fa una donazione alla Fondazione Meyer, stiamo usando il termine più naturale per raccontare il gesto. Quando ci chiediamo come quella stessa somma debba essere trattata fiscalmente, parliamo di erogazione liberale e guardiamo ai requisiti stabiliti dalla legge.

Come funziona la deducibilità delle erogazioni liberali per le imprese

Le aziende che effettuano erogazioni liberali a favore degli Enti del Terzo Settore, in presenza dei requisiti richiesti dalla legge, possono usufruire di un importante vantaggio fiscale: l’importo donato può essere dedotto dal reddito complessivo dichiarato fino al limite del 10%, senza un tetto massimo assoluto alla somma deducibile.
Nella normativa precedente era previsto, infatti, un tetto assoluto, mentre dal 1° gennaio 2018 è in vigore una Riforma di Legge che fa sì che donare sia ancora più conveniente.
C’è poi un’altra possibilità importante. Se, per effetto di altre deduzioni, l’impresa non riesce a utilizzare interamente nell’anno la deduzione a cui avrebbe diritto per la sua erogazione liberale, la parte eccedente può essere utilizzata nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza dell’importo residuo.
Si tratta comunque di regole che possono avere effetti diversi a seconda della situazione fiscale dell’impresa e delle altre deduzioni presenti. Per questo, è sempre bene verificare con un o una professionista fiscale come applicare correttamente l’agevolazione al proprio caso.

Vuoi saperne di più? Nella pagina dedicata ai benefici fiscali delle donazioni alla Fondazione Meyer puoi trovare tutte le indicazioni e le normative relative alle agevolazioni previste per chi sceglie di contribuire ai nostri progetti.

Cosa serve per rendere deducibile un’erogazione liberale

Perché un’azienda possa beneficiare della deduzione per un’erogazione liberale non basta che il contributo abbia finalità solidali: è necessario documentare correttamente l’erogazione, rispettando le modalità previste dalla normativa.
Il primo elemento a cui prestare attenzione è la tracciabilità del pagamento.
Il versamento deve essere effettuato utilizzando strumenti che consentano di ricostruire provenienza e destinazione, come bonifico bancario, assegno, bollettino postale, carta di credito o altri sistemi di pagamento tracciabili. Il pagamento in contanti non consente invece di usufruire dell’agevolazione fiscale prevista per queste erogazioni.
È poi importante che la documentazione relativa al versamento venga conservata, per esempio la contabile bancaria o l’estratto conto, insieme all’eventuale attestazione rilasciata dall’ente beneficiario. Dai documenti deve essere possibile ricostruire l’erogazione e la sua natura liberale.

In pratica, prima di considerare fiscalmente una donazione aziendale è utile verificare tre elementi:

  • che il soggetto beneficiario rientri tra quelli per i quali la normativa riconosce l’agevolazione;
  • che il versamento sia effettuato con un mezzo tracciabile;
  • che venga conservata la documentazione necessaria a dimostrare il contributo effettuato.

Sono passaggi semplici, ma importanti perché permettono di tenere distinta una vera erogazione liberale da operazioni di natura diversa, come l’acquisto di beni o servizi e le sponsorizzazioni.

Le erogazioni liberali alla Fondazione Meyer

Le erogazioni liberali effettuate dalle aziende alla Fondazione Meyer possono beneficiare della deduzione prevista per gli Enti del Terzo Settore, sempre nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla normativa. 

La Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Anna Meyer è infatti iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e opera come ETS – Ente del Terzo Settore.
Per un’impresa, il beneficio fiscale accompagna quindi una scelta che al Meyer prende una forma molto concreta: dare forza a progetti che ogni giorno contribuiscono a rendere la cura sempre più attenta ai bisogni di bambini, bambine e adolescenti.
Le risorse raccolte dalla Fondazione sostengono infatti quattro grandi ambiti: 

  • La ricerca scientifica, che permette di studiare sempre meglio le malattie dell’età pediatrica, sviluppando conoscenze e nuove prospettive che possano tradursi in diagnosi e percorsi di cura sempre più efficaci.
  • Le attività sanitarie e lo sviluppo tecnologico, ovvero tecnologie, servizi e attrezzature avanzate che affiancano ogni giorno il lavoro di chi si prende cura di bambini, bambine e adolescenti.
  • L’accoglienza delle famiglie, che permette alle famiglie di rimanere vicine ai propri figli durante il percorso ospedaliero.
  • La Play Therapy, che porta gioco, musica, lettura, creatività e altre attività nella quotidianità dell’Ospedale, perché anche durante il ricovero ci siano spazi e momenti dedicati all’espressione, alla relazione e alla serenità.

Per noi è anche importante raccontare che cosa accade dopo la donazione. La trasparenza nell’utilizzo delle risorse è parte del rapporto di fiducia con chi sceglie di esserci: nel Bilancio Sociale della Fondazione Meyer rendiamo disponibili i dati sulla raccolta e sulle risorse destinate alle attività sostenute, così che anche le aziende possano conoscere come il contributo ricevuto entra nel lavoro della Fondazione.
Le possibilità di partecipazione, inoltre, non si fermano alla singola erogazione. Nell’articolo “Come la tua azienda può sostenere il Meyer” puoi conoscere anche le altre modalità con cui un’azienda può costruire nel tempo il proprio rapporto con il Meyer.
E se vuoi saperne di più, visita anche la sezione del sito della Fondazione Meyer dedicata alle Imprese.

Come destinare un’erogazione liberale alla ricerca pediatrica del Meyer

Un’impresa può destinare un’erogazione liberale alla Fondazione Meyer attraverso un contributo una tantum, scegliere di rinnovarlo nel tempo oppure inserirlo all’interno di una collaborazione più strutturata, diventando ad esempio Impresa Amica del Meyer. Non è necessario partire da un progetto già definito: il punto di partenza può essere semplicemente la volontà di esserci.
Una piccola attività può scegliere di iniziare con una prima donazione, mentre un’impresa con un programma di responsabilità sociale già strutturato può valutare un sostegno regolare o una partnership legata a uno specifico progetto. Dimensioni, budget, obiettivi e continuità desiderata sono elementi che possono essere valutati insieme per individuare il percorso più coerente.

La cosa importante da sapere è questa: dietro un’erogazione liberale ci sono certamente una norma e un beneficio fiscale, ma c’è soprattutto la scelta di destinare delle risorse a qualcosa che può continuare a crescere e fare del bene a bambini, bambine e adolescenti, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Contatta l’area imprese della Fondazione Meyer per destinare un’erogazione liberale alla ricerca pediatrica.