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Sai che una semplice firma, che per te non ha nessun costo, può sostenere la realizzazione di nuovi laboratori di ricerca scientifica, l’introduzione di sistemi altamente all’avanguardia per la chirurgia e anche progetti di Play Therapy o di accoglienza delle famiglie in ospedale? Questa firma che ha un potere così grande è quella che si appone quando si sceglie di devolvere il 5×1000 a una realtà con la quale condividiamo valori e obiettivi. Il cinque per mille è, infatti, una quota dell’imposta IRPEF che lo Stato italiano permette ai contribuenti di destinare a enti del terzo settore, Onlus o Fondazioni per sostenere il loro impegno quotidiano. Moltissimi in Italia però non sanno chiaramente cosa sia, come funzioni, e quanta differenza faccia per chi, giorno dopo giorno, lavora per aiutare altre persone. In questo caso il 5×1000 rimane nelle casse dello Stato italiano e perde la funzione benefica di sostegno a progetti che hanno a cuore il sociale.
Per una scelta davvero informata e consapevole, oggi ti accompagniamo alla scoperta di cos’è il 5×1000, come funziona e a chi destinarlo. Perché una firma può davvero fare la differenza per il futuro di tanti bambini, bambine e adolescenti.
Il 5 per mille è lo 0,5% dell’IRPEF, cioè dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, che tutti i contribuenti possono scegliere di destinare a specifici enti e attività tramite la dichiarazione dei redditi. Non è una tassa in più e non comporta alcun costo aggiuntivo: è una quota già dovuta allo Stato che può essere indirizzata verso una finalità precisa. Questo è il punto centrale da comprendere: il 5 per mille non è una donazione nel senso tradizionale del termine, ma una scelta su come utilizzare una parte delle proprie imposte. Quando la preferenza non viene espressa, la quota resta allo Stato e viene utilizzata per la spesa pubblica generale, senza una destinazione specifica legata al sociale, alla ricerca o ad altre attività di interesse collettivo.
Spesso il 5 per mille viene confuso con l’8 per mille, ma si tratta di strumenti diversi. L’8 per mille riguarda la destinazione di una quota dell’IRPEF allo Stato o a confessioni religiose, mentre il 5 per mille è rivolto esclusivamente a enti che svolgono attività di interesse sociale, sanitario, scientifico o culturale. Le due scelte sono indipendenti e possono essere espresse entrambe, senza che una escluda l’altra. Comprendere questa distinzione aiuta a rendere la scelta più consapevole: non si tratta solo di firmare, ma di decidere concretamente a quale ambito contribuire, sostenendo attività che hanno un impatto diretto sulla vita delle persone.
No, il 5 per mille non è obbligatorio. È una scelta completamente libera e facoltativa che il o la contribuente può decidere se esprimere o meno al momento della dichiarazione dei redditi. Non indicare alcuna preferenza, però, non significa “non fare nulla”: significa rinunciare alla possibilità di scegliere come destinare una parte delle proprie imposte. Sceglierlo, invece, permette di dare una direzione precisa a qualcosa che è già stato versato, trasformando un passaggio formale in una decisione che è in grado di sostenere attività e progetti che si sentono davvero vicini.
Il 5 per mille può essere destinato a diverse categorie di enti che operano in ambiti di interesse pubblico, tutte individuate e regolamentate dalla normativa vigente. Tra queste rientrano gli enti del Terzo Settore, la ricerca scientifica e universitaria, la ricerca sanitaria, le attività sociali dei Comuni, le associazioni sportive dilettantistiche e le organizzazioni impegnate nella tutela dei beni culturali e paesaggistici. Ogni ambito risponde a bisogni diversi, ma tutti hanno in comune l’obiettivo di generare valore per la collettività. È possibile trovare l’intero elenco di categoria a cui è possibile destinare il 5 per mille nella sezione della dichiarazione dei redditi dedicata alla “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”:
Inoltre, per garantire trasparenza, gli enti che possono ricevere il 5 per mille sono inseriti negli elenchi ufficiali pubblicati ogni anno dall’Agenzia delle Entrate. È possibile consultare questi elenchi e cercare un’organizzazione specifica anche tramite il codice fiscale, uno strumento importante perché identifica in modo univoco il destinatario della scelta. Prendersi qualche minuto per informarsi su chi si intende sostenere è un passaggio fondamentale. Significa dare un senso preciso alla propria firma, trasformandola in un gesto consapevole che contribuisce a sostenere progetti concreti e continuativi nel tempo.
La destinazione del 5 per mille si sceglie al momento della dichiarazione dei redditi. All’interno del modello utilizzato, è presente un riquadro dedicato alla “Scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF”: è qui che si esprime la propria preferenza. Per farlo, è sufficiente firmare nello spazio corrispondente alla categoria di interesse, ad esempio “ricerca sanitaria” o “enti del Terzo Settore”. A questa firma si può aggiungere, in modo facoltativo ma fortemente consigliato, il codice fiscale dell’ente che si desidera sostenere. In questo modo si indica con precisione il destinatario della quota.
Senza il codice fiscale, infatti, il contributo viene comunque assegnato, ma distribuito tra tutti gli enti appartenenti alla categoria scelta. Inserirlo significa invece sostenere direttamente un progetto specifico.
Nel modello 730, utilizzato principalmente da lavoratori dipendenti e pensionati per la dichiarazione dei redditi, la scelta del 5 per mille si trova nella sezione “Scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF”, uno spazio dedicato e chiaramente identificabile all’interno del modulo. Qui è possibile esprimere la propria preferenza in modo semplice, firmando nel riquadro corrispondente alla categoria e aggiungendo il codice fiscale della realtà che si desidera sostenere. Questa operazione può essere effettuata sia compilando il modello in modo tradizionale, sia attraverso la dichiarazione precompilata online, oggi sempre più utilizzata. Anche in questo caso, bastano pochi passaggi guidati per completare correttamente la scelta, con la possibilità di verificare i dati inseriti prima dell’invio definitivo.
Il modello Redditi Persone Fisiche, che ha sostituito il vecchio modello Unico, è lo strumento utilizzato principalmente da chi ha situazioni fiscali più complesse, come lavoratori autonomi o chi possiede redditi diversi da quelli da lavoro dipendente o pensione. Anche in questo caso, la scelta del 5 per mille segue la stessa logica del 730: è presente un riquadro dedicato in cui è necessario firmare e, se lo si desidera, indicare il codice fiscale dell’ente da sostenere.
La Certificazione Unica è il documento che viene rilasciato da datori di lavoro o enti previdenziali e riporta i redditi percepiti nell’anno precedente, insieme alle imposte già versate. Chi possiede solo questo tipo di redditi potrebbe non essere obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, ma può comunque scegliere di destinare il 5 per mille. Per farlo, è sufficiente compilare la scheda integrativa allegata alla CU, firmare nel riquadro dedicato e inserire il codice fiscale dell’ente scelto. La scheda deve poi essere inserita in una busta chiusa, con l’indicazione dei propri dati all’esterno, e consegnata gratuitamente a un CAF, a un intermediario abilitato oppure a un ufficio postale.
Destinare il 5 per mille è un gesto semplice, ma proprio per questo può sembrare quasi automatico, da compilare velocemente senza troppa attenzione. In realtà, bastano piccoli errori formali per rendere nulla la scelta o per modificarne il risultato finale, facendo sì che la quota non arrivi all’ente che avevi in mente di sostenere. Per evitare che questo accada, è utile conoscere gli errori più frequenti e sapere come prevenirli:
Sono dettagli apparentemente piccoli, ma decisivi. Prestare attenzione a questi passaggi significa assicurarsi che la propria scelta venga davvero rispettata e che quella firma, così semplice, possa tradursi in un sostegno concreto e mirato.
Destinare il 5 per mille alla Fondazione Meyer significa sostenere concretamente la ricerca pediatrica e i progetti che ogni giorno contribuiscono a migliorare l’esperienza di cura di bambine, bambini e adolescenti. Negli anni, le scelte di migliaia di persone hanno costruito qualcosa di molto concreto. L’entità dei fondi raccolti attraverso il 5 per mille racconta una fiducia diffusa e continua: una fiducia nella capacità della Fondazione di trasformare queste risorse in progetti reali, utili e duraturi.
I 5.401.047 euro erogati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ottobre 2023, e utilizzati nel corso del 2024, hanno permesso di sviluppare numerose iniziative. Alcuni interventi rappresentano un sostegno costante a servizi già attivi, altri introducono nuove progettualità. Tra questi, la realizzazione di nuovi laboratori di ricerca al Meyer Health Campus, l’introduzione del sistema di chirurgia robotica Da Vinci Xi e l’avvio del progetto Meyer in green. Accanto a queste innovazioni, abbiamo potuto rafforzare attività fondamentali, tra cui il servizio di mediazione culturale, l’assistenza domiciliare e i percorsi dedicati alla terapia del dolore e alle cure palliative, che accompagnano nel tempo bambini e famiglie.
Questa continuità è uno degli aspetti più importanti: il 5 per mille non finanzia solo singole iniziative, ma contribuisce a mantenere e sviluppare un sistema di cura che evolve nel tempo, adattandosi ai bisogni.
Per destinare il tuo 5 per mille alla Fondazione Meyer e aiutarci a sostenere progetti concreti, pensati per migliorare la qualità della cura e della vita di chi attraversa l’esperienza dell’ospedale, è sufficiente firmare nel riquadro “ricerca sanitaria” e inserire il codice fiscale 94145840489.
Se vuoi approfondire, puoi anche visitare la pagina dedicata al 5 per mille Fondazione Meyer: qui scoprirai la procedura esatta, le scadenze di quest’anno, quanto vale il tuo 5×1000 e anche consultare tutte le domande frequenti sul cinque per mille.
Firma il tuo 5 per mille: per te non costa nulla, per i bambini vale tantissimo.