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– Puoi ripartire la tua donazione nel tempo e puoi scegliere liberamente quando smettere di donare.
– Permetti alla Fondazione Meyer di pianificare al meglio le proprie attività.
– La tessera Amici del Meyer, con il tuo nome e cognome.
– La newsletter “Le persone del Meyer”. Medici, chirurghi, infermieri e operatori ti racconteranno il lavoro quotidiano che fanno ogni giorno per i bambini, grazie anche al tuo dono.
– Il riepilogo delle donazioni effettuate nel corso dell’anno, per usufruire delle agevolazioni fiscali.
Scegli di: Migliorare le cure, sostenendo l’innovazione tecnologica delle attrezzature del Meyer e garantendo diagnosi più tempestive e terapie sempre più efficaci.
Proteggere l’infanzia dei bambini anche nella malattia, grazie alle attività creative della LudoBiblio, alla dolcezza della pet therapy, alla serenità portata dalla musica e dai clown in corsia.
Tenere unite le famiglie, permettendo di ospitare genitori e fratellini nelle strutture della rete di accoglienza del Meyer, soprattutto per chi viene da lontano.
Offrire la speranza di un futuro migliore a tanti bambini, sostenendo la ricerca scientifica del Meyer IRCCS, per ampliare le prospettive di cura di malattie gravi, complesse e rare.
A soli 52 anni, Vanni Marchiori ha conquistato un primato davvero onorevole: è il più antico donatore “ regolare ” della Fondazione Meyer.
La sua scelta solidale va avanti dal maggio 2016. Il detentore del record si definisce con umiltà “una goccia nel mare”, ma è consapevole anche del fatto che “il mare non avrebbe questa goccia senza la mia partecipazione. E se lo facessero tutti…”.
Il signor Vanni si occupa di marketing, distribuzione e tecniche di vendita presso una nota azienda fiorentina dal respiro commerciale internazionale. Sostiene diversi enti benefici, ma nei confronti del Meyer spiega:
“E’ un’eccellenza della mia città natale, punto di riferimento nazionale. Aiutare i bambini è il fine ultimo del mio piccolo impegno e dovrebbe essere il fine ultimo di tutti. A maggior ragione alla luce di quanto accade non solo oggi ma da sempre nel mondo, sono sempre le categorie più fragili a pagarne le spese”.
Il motivo che lo ha spinto a sostenere il pediatrico fiorentino?
“Ricerca, servizio, presenza e professionalità. Il Meyer è tutto questo, sono fiero di fare parte della squadra, seppure dalla panchina o dalla tribuna”.