Un parco a misura di bambino

Poco prima delle sette, puntualissimo, entra in scena il picchio. È così che, ogni mattina, si sveglia il grande parco che circonda l’Ospedale pediatrico Meyer. Settantaduemila metri quadrati di prati, ombreggiati da alberi secolari, ai piedi delle colline fiorentine.

Un polmone verde che avvolge in un abbraccio tutti gli edifici che compongono l’Ospedale trasformando questo luogo di cura in un posto davvero unico. Il parco rappresenta un valore aggiunto di cui sarebbe davvero impossibile
fare a meno. Sono davvero tanti i bambini che approfittano di questi prati per fare una passeggiata e questa opportunità di relax è particolarmente apprezzata anche dai genitori.

Ma anche i piccoli che non possono uscire, possono ammirare un piacevole panorama semplicemente
stando seduti a letto. La natura, nell’Ospedale, gioca un ruolo da protagonista: le stesse finestre delle camere da letto dei reparti sono state progettate di grandi dimensioni proprio per consentire alla luce naturale di filtrare all’interno degli ambienti.

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Molti degli alberi che compongono il parco, come detto, sono piante secolari: ci sono cedri e pini, abeti e platani. Capita spesso, nelle panchine di legno, di vedere giovanissimi specializzandi impegnati nello studio e, nelle belle giornate, qualcuno si concede anche un pic-nic. Davanti alla Hall serra, troneggia una palma, circondata da cespugli di oleandri. La parte del parco che guarda a est – dove si trova attualmente l’Università – ha una vocazione più intima e meditativa, mentre quella ad ovest è quella più ricreativa. Proprio qui, nel marzo del 2015 è stato inaugurato il Giardino di Cice, un perimetro di gioco all’aria aperta che il Meyer e la sua Fondazione hanno realizzato per tutti i bambini, per quelli ricoverati che possono muoversi, per i fratellini, per le sorelline e gli amici in visita.

Altalene, scivolo e torretta di legno sono sempre affollatissimi e la presenza di questi giochi è importante
per consentire ai bambini di soddisfare il loro bisogno di svago. Lo spazio è dedicato alla piccola Alice, una bambina di due anni che, una sera d’estate, fu travolta insieme alla zia da un albero nel parco delle Cascine a Firenze.