Progetto Adolescenti 2014 Meyer: missione compiuta

Grazie a Nicco Fans Club e alla Fondazione Meyer, che ha raccolto ben 700 donazioni, è già finanziato il primo anno di questa iniziativa unica in Italia

Firenze – L’innovativo Progetto Adolescenti dell’Ospedale Pediatrico Meyer, come previsto dal suo Piano triennale di sviluppo, ha già trovato la copertura finanziaria per il primo anno di attività. Un obiettivo rilevante centrato grazie a “Nicco Fans Club”, l’associazione fondata dai genitori del piccolo Nicco, in cura al Meyer per una malattia oncologica, che sostiene la Fondazione Meyer in questo progetto, unico nel suo genere in Italia, a sostegno di adolescenti malati di tumore. Grazie a questo sodalizio e a 700 singoli atti di donazione relativi a piccole donazioni e ad iniziative ed eventi a cui hanno contribuito più persone, è stato possibile arrivare a un valore complessivo raccolto di 125 mila euro.

Tanta generosità permette già da ora di dare vita a un progetto che non ha eguali in Italia. L’AOU Meyer si prepara infatti ad organizzare una unità multiprofessionale che possa assistere i pazienti oncologici adolescenti con le cure più avanzate e con l’approccio più adeguato alle esigenze complesse della loro età (maggiore di 14 anni). E la casistica trattata dalla Oncoematologia del Meyer ha numeri ragguardevoli se si considera che è il primo centro italiano per numerosità dei pazienti diagnosticati e trattati per Linfomi ed il secondo per gli osteosarcomi, dopo l’Istituto Rizzoli di Bologna.

Nuove prospettive terapeutiche cellulari e di trapianto si aprono per questi pazienti e richiedono un forte impegno clinico e assistenziale multi-specialistico, ma anche un adeguato sostegno psicologico nella elaborazione dello stato di malattia, nella gestione delle relazioni coi propri familiari e con gli amici, la garanzia della continuità scolastica. Proprio per questo, grazie alle donazioni consegnate oggi, è possibile far partire due programmi alla base del Progetto Adolescenti:

Cellule mesenchimali staminali: una prospettiva concreta per la terapia dei sarcomi.

L’Ospedale Pediatrico Meyer lavorerà, in collaborazione con l’Università di Firenze, a un progetto sulle cellule staminali mesenchimali (MSC), cercando di farle agire come agenti terapeutici nei confronti delle cellule tumorali che producono i sarcomi, neoplasie molto aggressive. “In particolare le cellule mesenchimali staminali – spiega il dr. Franco Bambi, Responsabile dell’Onco-ematologia e della Cell Factory -, per la loro caratteristica intrinseca di essere richiamate all’interno del tumore, possono essere opportunamente “modificate” per trasformarle in veri e propri “cavalli di Troia”, inducendole ad esprimere molecole killer o caricate con farmaci antiblastici da veicolare in prossimità delle cellule tumorali (‘cellule mesenkiller’). Oltre a questo progetto, per la cura di alcune malattie neoplastiche che colpiscono gli adolescenti, verrà sviluppato ulteriormente, come alternativa terapeutica in casi refrattari alle cure tradizionali, il programma di trapianto emopoietico, utilizzando una particolare tipologia di trapianto, cosiddetto “aploidentico”, che utilizza i genitori o i fratelli semicompatibili come donatori.”

Sostegno psicologico adolescenti colpiti da malattia oncologica. “L’obiettivo generale di questo progetto – spiega la prof. Maria Pia Viggiano, Direttore della Psicologia ospedaliera dell’AOU Meyer – è quello di migliorare la qualità di vita e il benessere psichico degli adolescenti oncologici. I pazienti saranno assistiti sul piano emotivo-affettivo e cognitivo, lungo tutto il decorso della malattia, dalla diagnosi al termine del trattamento e oltre”.

 

 

 

Verrà messo a punto uno screening per valutare i disagi psicologici dei pazienti, intervenendo poi sulla sfera affettivo-emotiva, di sostegno all’identità del ragazzo o della ragazza, su quella cognitiva e comportamentale, per adottare quei comportamenti che siano di aiuto anche in vista di peggioramenti delle condizioni di salute, e infine su quella relazionale, per facilitare il rapporto con i genitori e il mondo esterno, degli amici, dei compagni di scuola. “Il progetto coinvolgerà due psicologi che coordineranno le attività sia dei singoli pazienti, sia di gruppo – continua la professoressa Viggiano _. Gli interventi avranno lo scopo di facilitare l’espressione e la condivisione delle proprie emozioni, utilizzando ad esempio il Gruppo terapeutico, la Psicoterapia espressiva, la Film therapy, sfruttando anche l’uso della parola (Laboratorio Narrativo) della musica (musicoterapia) e della fotografia (Laboratorio di foto-terapia)”