“Le finestre dei sogni liberano la creatività dei bimbi”

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Perché i pensieri del bambino possano colorarsi anche di momenti di spensieratezza...


Due enormi schermi per lasciarsi trasportare dalla magia delle immagini create da un grande artista e quattro touch-screen per permettere ai bambini di liberare fantasia e creatività mentre aspettano di sottoporsi a una visita o a un esame.

Si chiamano Le finestre dei sogni e sono le novità che accolgono grandi e piccoli nella sala d’attesa davanti agli ambulatori specialistici e alla radiodiagnostica dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

A creare i contenuti di queste finestre un po’ magiche è stata la fantasia di Giuseppe Ragazzini, pittore, scenografo e visual artist non ancora quarantenne, ma già apprezzato a livello internazionale. L’obiettivo è quello di portare distensione e relax in un momento molto particolare, quale è quello dell’attesa, in cui l’attenzione – soprattutto dei genitori – è concentrata sull’esito della visita medica dei bambini.

Le immagini animate, e i delicati effetti sonori e musicali che le accompagnano, sono pensate per favorire il rilassamento e allontanare stress e preoccupazioni, attraverso l’immersione in una narrazione “altra”, fatta della materia dei sogni e della creazione artistica. Così i minuti trascorrono più in fretta e il tempo speso nell’attesa diventa un’esperienza piacevole.

Come in un coloratissimo caleidoscopio, si potrà ammirare la sfilata degli animali che compongono il circo immaginario del Meyer, si contempleranno montagne innevate, tramonti e spiagge deserte bagnate da acque cristalline e si resterà incantati davanti al mondo sottomarino o allo sbocciare di fiori e colline piene di farfalle variopinte.

Nella sala d’attesa i piccoli hanno infatti a disposizione quattro schermi tutti per loro, per giocare e divertirsi in modo creativo utilizzando una app che Ragazzini ha creato apposta per il Meyer. La loro fantasia potrà sbizzarrirsi utilizzando e combinando tra loro varie categorie di oggetti, alcuni dei quali provengono da famosi quadri di grandi pittori come Mirò, Rousseau il Doganiere e Duccio di Boninsegna. Con un semplice movimento delle dita, i piccoli potranno scegliere i pezzi preferiti e trasformarli in un nuovo disegno.

L’allestimento artistico rientra in un progetto sostenuto dalla Fondazione Meyer nell’ambito delle iniziative di umanizzazione e di accoglienza delle cure nell’ospedale pediatrico. “Il Meyer – spiega Alberto Zanobini, Direttore Generale del Meyer – vuole essere molto di più di un ospedale pediatrico: una comunità coesa attorno al diritto alla salute dei bambini e delle bambine. A Primavera abbiamo la gioia di inaugurare una grande opera d’ arte contemporanea, che – rifuggendo da ogni tipo di autoreferenzialità – ha anche l’ambizione di coinvolgere i bambini come soggetti attivi dell’espressione artistica e non come semplici spettatori. Innovazione organizzativa e innovazione tecnologica si possono realizzare efficacemente solo se in parallelo si realizza una innovazione culturale. La cultura secondo una concezione olivettiana di àncora, ciò che dà saldezza, introducendo valori umanistici”. “Una finestra dei sogni – spiega Gianpaolo Donzelli, Presidente della Fondazione Meyer – perché i pensieri del bambino, caratterizzati dalla preoccupazione per essere entrato in ospedale, possano colorarsi anche di momenti di spensieratezza. Questo il senso del progetto realizzato dalla Fondazione Meyer, per corrispondere alla visione globale che ha il Meyer di prendersi cura fin dal primo istante in cui il bambino entra in ospedale”.

Chi è Giuseppe Ragazzini. Nato a Londra nel 1978, è laureato in Filosofia a Firenze dove realizza le sue prime mostre collettive. Ha cominciato collaborando agli allestimenti del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e della compagnia del Teatro Povero di Monticchiello. A partire dal 2002 comincia ad utilizzare strumenti digitali per filmare il processo di creazione dell’immagine pittorica. Nella sua opera l’immagine subisce una incessante trasformazione a partire dalla permanenza dei precedenti elementi, con una tecnica di metamorfosi pittoriche. Ha collaborato con moltissimi artisti tra cui Vinicio Capossela, Avion Travel, Paolo Conte, Ornella Vanoni, Elisa. Nel settembre del 2014 ha realizzato tutte le videoscenografie per l’opening gala della New York Philharmonic Orchestra di New York presso il Lincoln Center: “La Dolce vita, the music of Italian Cinema”.