Il Meyer e il suo futuro

Sempre di più il Meyer si caratterizza quale Ospedale pediatrico di elevata specializzazione e centro di riferimento nazionale per l’elevata complessità pediatrica: ecco il piano di sviluppo per i prossimi tre anni
Negli ultimi anni, si è progressivamente modificata la tipologia di pazienti che si rivolgono al Meyer, i quali hanno assunto in prevalenza le seguenti caratteristiche:
a) cronicità delle patologie;
b) elevata complessità clinica;
c) spesso si tratta di patologie rare;
d) non di rado provenienti da altre Regioni.

 

Infatti, nell’ultimo triennio:
– i ricoveri a più alta complessità sono aumentati di oltre il 5%;
– i casi chirurgici sono aumentati del 6%;
– i ricoveri chirurgici a più alta complessità sono aumentati dell’8%;
– l’attrazione extra-regionale è aumentata del 9%.

 

Sempre di più il Meyer si caratterizza quale Ospedale pediatrico di elevata specializzazione e centro di riferimento nazionale per l’elevata complessità pediatrica.
Questi rilevanti e documentati progressi nell’attività assistenziale del Meyer sono stati accompagnati, ed in parte determinati, dal notevole miglioramento dell’attività di ricerca (che è aumentata di oltre il 40% nell’ultimo quinquennio) e dallo sviluppo di relazioni stabili e fruttuose con centri internazionali pediatrici (Philadelphia,Boston,Miami).

 

Il Comitato scientifico internazionale – organo esterno ed autorevole di monitoraggio e valutazione annuale delle attività del Meyer – così si è espresso nel suo ultimo rapporto: “Il Meyer è senza dubbio un centro di eccellenza riconosciuto a livello nazionale ed internazionale in diverse aree di assistenza e di ricerca”.
Per rafforzare e consolidare ulteriormente la capacità del Meyer di guidare la rete pediatrica toscana e di esercitare il ruolo, ormai da tutti riconosciuto di centro di riferimento nazionale per l’ambito pediatrico, è stato predisposto un programma triennale per l’ulteriore sviluppo dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer, articolato in tre aree di intervento e dieci azioni progettuali:
Area di intervento I:
Affrontare la sfida della cronicità pediatrica

 

Azioni progettuali:

 

1. Il programma per l’assistenza ai bambini clinicamente complessi (“High dependency care”)

Il progressivo aumento delle patologie critiche in ambito pediatrico consegue al miglioramento della sopravvivenza dei pazienti cronici per le risposte terapeutiche sempre più efficaci nei confronti della casistica complessa. Di fatto sempre più pazienti, tra quelli ricoverati in ospedale, richiedono cure dipendenti da costanti monitoraggi non invasivi e da un accurato sistema di sorveglianza infermieristica, evidenziando la necessità di progettare modalità assistenziali di livello intermedio tra le terapie intensive e la degenza ordinaria. Inoltre per questi stessi pazienti va seguita con particolare attenzione la transizione verso la presa in carico domiciliare al fine di favorire la loro permanenza a casa ed evitare inutili rientri in ospedale. Per rispondere in modo adeguato a queste sfide assistenziali si deve procedere con la creazione di una articolazione organizzativa nuova, dotata di un proprio settore di degenza attrezzato per accogliere questi pazienti, e a cui siano assegnati professionisti dedicati che garantiscano anche il coordinamento, in stretto rapporto con il territorio, della continuità delle cure a domicilio.
2. Il progetto adolescenti
Tale progetto punta alla creazione di una unità multidisciplinare che assista i pazienti adolescenti (a partire dai 14 anni) che siano affetti da patologie croniche e complesse, molta parte delle quali sono di tipo oncologico. Nuove prospettive terapeutiche metaboliche, cellulari e di trapianto si aprono per questi pazienti e richiedono un forte impegno clinico e assistenziale multispecialistico, ma anche un adeguato sostegno psicologico nella elaborazione dello stato di malattia, nella gestione delle relazioni coi propri familiari e con gli amici, la garanzia della continuità scolastica. Per dare una risposa adeguata a tutto c’è la necessità di preparare professionisti adeguatamente formati e di creare, in prospettiva, uno specifico settore di accoglienza per la degenza di questi pazienti.
3. Il Dipartimento Interaziendale di Oncoematologia pediatrica
Con l’obiettivo di creare la più ampia, articolata e appropriata offerta di cure rivolta alla patologia tumorale dell’età pediatrica si promuove la integrazione fra il centro di oncoematologia pediatrica del Meyer e l’analogo centro pisano attraverso la creazione di un dipartimento interaziendale di onco-ematologia pediatrica: questa soluzione rafforza il ruolo dell’oncoematologia pediatrica toscana costituendo una rete uniforme e completa di prestazioni che rispondano alle esigenze assistenziali dell’utenza, ottimizzando le sinergie produttive.
4. Lo sviluppo collaborativo della trapiantologia d’organo pediatrica
Lo sviluppo della trapiantologia pediatrica nella nostra Regione può essere perseguito attraverso la collaborazione fra i gruppi trapiantologici già attivi in Toscana, gli intensivisti del Meyer, ed i clinici pediatri. La configurazione di un programma trapianti pediatrici regionale è la soluzione più adeguata per conseguire questo obiettivo. Fin da subito possono essere avviate le collaborazioni in rete dei centri clinici del Meyer che hanno in cura i pazienti nella fase pre trapianto e che li seguono nel follow up post trapianto (epatologi, nefrologi, bronco pneumologi e specialisti della Fibrosi Cistica) con i centri chirurgici dei trapianti, specificatamente Pisa per il trapianto di fegato, Careggi per il trapianto di rene e Siena per il trapianto di polmone. Nell’ambito del programma, gli intensivisti del Meyer si potranno affiancare a quelli del centro trapianti nella degenza intensiva post intervento.

 

 

Area di intervento II:
Le innovazioni assistenziali per le aree di eccellenza

 

Azioni progettuali:

 

5. Il programma terapie cellulari e innovative
Il Programma “Terapie cellulari e innovative”, la cui direzione può essere affidata a una risorsa di elevata qualificazione scientifica, consente di aprire l’Ospedale a nuove prospettive terapeutiche sia nell’ambito onco-ematologico, sia nell’ambito metabolico e delle malattie rare. Inoltre, l’attivazione del Programma terapie cellulari e innovative valorizzerebbe la presenza all’interno dell’Ospedale della “cell factory” che è in corso di autorizzazione da parte di AIFA.

6. La terapia fetale
Eseguire le procedure chirurgiche in epoca prenatale consente di correggere i difetti anatomici, diagnosticati in utero, prima che provochino lesioni irreversibili nel neonato. La creazione nell’ambito del Meyer di un Centro per la terapia fetale consente di produrre per i pazienti e le famiglie i benefici sopra ricordati e può essere realizzato coniugando le risorse professionali già presenti nell’Ospedale con la collaborazione dei centri di Miami e Philadelphia.
7. Il centro per la chirurgia vascolare
E’ una disciplina ancora poco sviluppata in ambito pediatrico, eppure con prospettive interessanti per la crescita epidemiologica della cronicità e della sopravvivenza dei pazienti portatori di malformazioni vascolari. Si tratta, inoltre, di un ambito che tipicamente coinvolge specialisti di diverse discipline internistiche e chirurgiche; le professionalità già in parte presenti all’interno dell’Ospedale consentiranno, con opportune collaborazioni con un centro francese, la creazione di una sezione multidisciplinare di chirurgia vascolare in età pediatrica.

Area di intervento III:
Promuovere l’ulteriore sviluppo della ricerca pediatrica

Azioni progettuali:

 

8. Clinical Trial Center Pediatrico
Costituire un centro per i trial clinici pediatrici, dotato di tutte le infrastrutture (tecnologiche, informative e professionali) necessarie nell’ambito della ricerca clinica e farmacologica pediatrica al Meyer ha come obiettivo principale il supporto alle figure professionali coinvolte nella ricerca e si predispone ad intervenire in tutte le fasi di progettazione, conduzione, analisi e pubblicazione dei risultati di uno studio clinico, comprese le attività inerenti i rapporti con i comitati etici e gli enti regolatori nazionali e sovra-nazionali.
I singoli ricercatori troverebbero in questo supporto competenze in grado di tradurre le loro intuizioni in disegni di studio e piani di analisi appropriati, di condurre le procedure di randomizzazione, di gestire più facilmente l’arruolamento dei pazienti, la raccolta dei dati ed infine anche la rapida pubblicazione dei risultati delle ricerche ed il loro trasferimento alla pratica clinica ed assistenziale.
9. Il campus per la ricerca e la didattica
Le relazioni predisposte dal Comitato scientifico internazionale a seguito delle visite annuali di valutazione della ricerca promossa la Meyer, nell’attestare il costante miglioramento della produzione scientifica, hanno sempre evidenziato la necessità di costituire o ampliare i laboratori di ricerca del Meyer. L’acquisto in corso di perfezionamento dell’edificio di via Cosimo il Vecchio offre una opportunità formidabile sia per la sua contiguità con il Meyer e le sue strutture assistenziali, sia per la sua configurazione strutturale che ben si adatta ad ospitare spazi per la didattica e per la ricerca. Tale edificio assume quindi la configurazione di un vero “campus” integrato con il Meyer, adatto sia ad ampliare i laboratori di ricerca, attraverso il sostanziale irrobustimento di quelli già esistenti e la creazione di quelli ulteriormente necessari, sia a qualificare le strutture per la didattica, rafforzando così il ruolo del Meyer nella preparazione dei Professionisti della pediatria e dell’infermieristica pediatrica.
10. Il laboratorio di neurobiologia
Tra i laboratori di ricerca, un’area che merita attenzione prioritaria è la Neurobiologia, perché costituisce la naturale evoluzione delle attività scientifiche già in corso da parte del dipartimento delle Neuroscienze. Lo sviluppo, nell’ambito di un laboratorio dedicato alla neurobiologia ed in stretta connessione con i laboratori già esistenti di neuro-genetica e malattie metaboliche, di studi di biologia e patologia molecolare sui tessuti umani e animali, consentirebbe di identificare modelli di malattia e di individuare terapie innovative e personalizzate.